Francesco Crema Informatica, elettronica e HTC :P

10mag/120

Root e custom recovery su Samsung Galaxy Note N7000

ClockWorkMod Recovery

Da quel che ho letto in giro ci sono diversi metodi per ottenere lo sblocco del Galaxy Note, ma il problema principale è il famoso flash counter di Samsung, che mette a rischio la garanzia: il contatore viene incrementato a ogni flash di una ROM non ufficiale attraverso ODIN, e, ovviamente, già al primo compare all'avvio un triangolo giallo e la garanzia è nulla. Ci sono metodi per resettare il contatore, ma richiedono l'acquisto di un dispositivo hardware (i JIG, anche se hanno un costo irrisorio, sarà necessario attendere la spedizione generalmente dalla Cina) o di una ROM Ice Cream Sandwitch, che comporta rischi, come descritto in questo articolo.

Questo metodo invece funziona senza problemi e non incrementa il contatore, ma ci costringe dopo lo sblocco a cambiare ROM (anche con un'altra ROM stock dovrebbe funzionare ma non ho provato).

Per fare ciò, è necessario scaricare questo sistema, derivato dal firmware ufficiale Samsung ma modificato per ottenere root e ClockWorkMod Recovery.

Samsung Firmware modificato - Download 

Odin - Download 

Flashare questo firmware non incrementerà il contatore ma ci permetterà di avere un recovery modificato, che a sua volta ci permetterà di flashare custom ROM direttamente dal cellulare, senza dover utilizzare ODIN e quindi senza rischiare di incrementare il contatore.

Una volta scaricato ed estratto (otterremo un file .tar), mettiamo il Galaxy Note in download mode: a cellulare spento, teniamo premuto il tasto VOL- e HOME, e accendiamo il cellulare. Dovremmo trovarci di fronte a una schermata di avviso, confermiamo ed entriamo nella modalità di download.

Avviamo ora ODIN e colleghiamo il cellulare al computer. Una volta installati i driver, il programma riconoscerà il cellulare e ci permetterà di scrivere il sistema scaricato in precedenza. Clicchiamo su PDA e selezioniamo il file estratto in precedenza, assicuriamoci che sia spuntata la voce del riavvio automatico e assolutamente no quella per il ripartizionamento.

Avviamo quindi il processo e inizierà la scrittura sul dispositivo. Al termine, il cellulare si riavvierà (due volte), e ci troveremo nel sistema di prima, ma con il root abilitato. Probabilmente il sistema avrà diversi problemi (io non riuscivo a scrivere messaggi per esempio), questo perchè la versione flashata tramite ODIN potrebbe non corrispondere perfettamente a quella già presente sul dispositivo; non importa, la cosa importante è che ora abbiamo ClockWorkMod Recovery installato. Spegniamo quindi nuovamente il cellulare e avviamo tenendo premuto il tasto VOL+ e HOME: dovremmo trovarci di fronte alla classica schermata di recovery, che ci permette di flashare altre ROM direttamente. Ci possiamo spostare tra le opzioni con i tasti del volume o il tasto di menù, il tasto indietro permette di tornare alla schermata precedente mentre HOME attiva la voce selezionata.

Per quale ROM usare, dipende dalle preferenze personali: io uso la ROM Litening di LitePro su XDA, scaricabile da qui, ma ce ne sono molte altre.

8mag/120

Pericolo con ROM Android Ice Cream Sandwitch su Samsung Galaxy Note

ICS su Samsung Galaxy Note

Il Samsung Galaxy Note è uno dei tanti dispositivi ancora in attesa di un aggiornamento ufficiale ad Android 4. Nel frattempo, come spesso accade, ci sono stati dei porting e dei leak dell'ultimo sistema, anche da Samsung stessa, che, però sembrano dare problemi.

Chiariamo la situazione: sappiamo che l'installazione di ROM non ufficiali può sempre comportare dei rischi, ma in questo caso la situazione è diversa; mentre normalmente il rischio peggiore è quello di perdere i propri dati, è stato scoperto nel nuovo kernel un bug che corrompe la memoria interna e, di conseguenza, uccide letteralmente il nostro Note.

Il problema si verifica durante la formattazione delle partizioni attraverso il recovery, quindi il sistema in sè non avrà problemi, mentre metteremo a rischio il nostro cellulare ad ogni reset.

Il mio consiglio è quindi quello di NON AGGIORNARE a Ice Cream Sandwitch a meno di non essere sicuri di cosa si fa, a quanto pare ci sono procedure ritenute sicure, ma personalmente posso aspettare il rilascio ufficiale che dovrebbe avvenire a breve.

Tra i kernel sicuri abbiamo quello di XplodWILD, utilizzato nella sua build basata su CyanogenMod 9, e quello di Entropy512, Driving Always For User Quality, realizzato dallo stesso sviluppatore che ha scovato il problema. Ovviamente il problema non si presenterà con nessuna ROM Gingerbread.

Se chi legge ha già fatto l'aggiornamento, consiglio un downgrade forzato attraverso ODIN a una ROM ufficiale (file allegati all'articolo, non si sa mai :D ), e, volendo, la classica installazione di custom ROM Gingerbread.

ROM Samsung Galaxy Note ufficiali - Link

Odin - Download 

6apr/1211

Ubuntu su ASUS Transformer da Windows in dual boot

Ubuntu su ASUS Transformer

L'ASUS Transformer è uno dei pochi tablet in grado di eseguire Ubuntu senza particolari problemi e con velocità decenti. Essendo prodotto con Android, forse non tutti sanno che è possibile installarvi Ubuntu.

Grazie a FrankC123 su XDA-Developers, è ora possibile installare Ubuntu sull'ASUS Transformer direttamente da Windows attraverso NVFlash, il programma apposito per il flash di dispositivi Tegra.

Personalmente, il metodo funziona senza problemi ma non sono riuscito a mettere Ubuntu in dual boot con una ROM di mia scelta. È necessario infatti che anche la ROM Android sia nella versione NVFlash, mentre ora sono, per la maggior parte, file .zip da installare attraverso il recovery. Ho provato a effettuare un backup di una ROM funzionante, nel formato NVFlash (ovvero con un file .img per ogni partizione), ma al momento di avviare la partizione con Android il dispositivo rimaneva bloccato.

In ogni caso possiamo usare Android Prime, una ROM basata su Honeycomb e sbloccata, che non sembra presentare problemi.

Iniziamo quindi scaricando il programma di FrankC123 e il pack completo contentente Ubuntu e la ROM Prime.

Iniziamo estraendo entrambi gli archivi, copiamo quindi i file delle partizioni da scrivere sull'ASUS Transformer: prendiamo i file .img e spostiamoli nella directory principale del programma scaricato, senza sovrascrivere nulla.

Avviamo ora l'applicazione e andiamo nella scheda per i driver, installiamo quindi quelli corrispondenti al nostro sistema, 32 o 64 bit.

Controlliamo che il tablet abbia la batteria carica (meglio se non si spegne durante il processo...) e avviamolo in modalità APX: all'accensione normale del tablet premiamo i tasti POWER e VOL+, per 5 secondi circa; lo schermo diventerà nero e possiamo ora collegarlo alla USB, dovrebbe partire l'installazione dei driver necessari.

A questo punto, sul programma, andiamo nella scheda per il dual boot e facciamo partire il processo. Ci vorrà un po' di tempo, soprattutto a copiare la partizione con Ubuntu, ma alla fine funzionerà.

Al riavvio ci troveremo in Android: d'ora in poi per avviare Android useremo il normale tasto di accensione, mentre Ubuntu sarà al posto del Recovery: avviamolo tenendo premuto il tasto POWER e VOL-, e alla comparsa delle istruzioni, premiamo VOL+. Il primo avvio su Ubuntu sarà un po' lento e avvierà il programma di installazione vero e proprio. Sia il tocco sullo schermo che il touchpad funzionano, anche se quest'ultimo ha qualche problema, per esempio con il trascinamento delle finestre.

24mar/120

MIUI 2.2.23 per HTC Evo 3D

Schermata di informazioni su MIUI

La prima ROM basata su MIUI per HTC Evo 3D, sviluppata da Ganii, non presentava particolari problemi ma non viene aggiornata da Dicembre 2011.

Dopo diversi mesi, due nuovi sviluppatori, pedja1 e cile381 su XDA-Developers, hanno ripreso in mano il suo lavoro sviluppando due nuovi sistemi, aggiornati e in via di sviluppo, permettendo quindi di continuare ad utilizzare MIUI senza dover usare una ROM ormai obsoleta.

Non sono ancora risolti i bug della versione originale, in particolare la fotocamera sulle prime versioni di Evo 3D (inizialmente era venduto con due fotocamere da 5mpx, la seconda è stata in seguito sostituita con una da 2mpx in quanto le foto 3D non sono comunque scattate a risoluzioni maggiori).

La versione con due fotocamere da 5mpx presenta questo problema con la fotocamera, mentre non ci sono problemi con la versione da 5mpx+2mpx.

Funziona senza problemi il GPS, inizialmente c'erano problemi sulla versione di  pedja1 con il fix dei satelliti, ma è già risolto dallo sviluppatore con una nuova versione.

In entrambe le ROM non funziona la radio FM, il bluetooth da problemi ma pare sia risolvibile cambiando kernel.

Ovviamente il 3D non funziona (e probabilmente mai funzionerà, dato che il sistema che gestisce queste funzioni è integrato in HTC Sense).

L'installazione si esegue dal recovery, flashando a parte il file boot.img se l'Evo 3D è ancora S-ON, per questo rimando a questa guida.

La versione di pedja1 è la più vicina allo standard, mentre alcune modifiche sono state apportate a quella di cile381: il kernel è stato modificato per permettere l'overclock fino a 1.8Ghz ed è stato impostato il governor lagfree (lo uso da tempo, sembra ottimo), sono stati aggiornati alcuni driver ed è abbassata la luminosità dei pulsanti touch.

MIUI, versione di pedja1 (con problema GPS risolto) - Download

MIUI, versione di cile381 - Download 

13mar/122

Mac OS X Lion su Alienware M17X R2

Lion su Alienware M17X

Lion su Alienware M17X

Dopo qualche tempo, ho effettuato con successo l'installazione di OSX Lion sull'Alienware M17X. Si tratta della configurazione con CPU Intel Core i5 e ATI HD5870, per quel che riguarda il processore non dovrebbero esserci problemi con altri sistemi, mentre per la scheda grafica probabilmente ce ne saranno, consiglio quindi a chi ha una VGA diversa di cercare informazioni sulla compatibilità con Lion ed eventuali kext.

Ho eseguito l'installazione con iAtkos L2 (ricordo che è necessario per motivi legali possedere una copia originale di Lion, acquistabile a meno di 30€ dal sito web Apple), che è possibile scaricare via torrent; è ovviamente necessario masterizzare il file .dmg su un DVD, su Windows è possibile usare TransMac, OSX dovrebbe gestire di default tale formato. Consiglio, prima di avviare da questo DVD, di partizionare l'hard disk con GParted se necessario, in quanto l'Utility Disco di Lion non permette di ridimensionare le partizioni.

La procedura di installazione è molto semplice e lineare, ricordo che sarà necessario inizializzare la partizione destinata ad ospitare Lion attraverso l'Utility Disco come HFS (Mac OS Esteso, a vostra discrezione se case sensitive o unsensitive). Prima di procedere con l'installazione, clicchiamo su Personalizza.

A questo punto possiamo selezionare i vari kext e patch da applicare già durante l'installazione. Oltre a quelli indispensabili, ho usato il kext ATY di Netkas per la scheda video (è necessario disabilitare Graphics Enabler), e quello per la scheda Intel Gigabit per la connessione cablata, selezioniamo inoltre la patch per PS2 e i kext per i sensori hardware (evitando ovviamente quello nVidia). Non installiamo ancora il VoodooHDA, spiegherò poi il motivo.

Attendiamo la fine dell'installazione e riavviamo quando necessario.

Procediamo attraverso la creazione del profilo utente, per ora consiglio di usare il cavo ethernet in quanto il wifi non funzionerà. Vedremo che il sistema non presenta particolari problemi, vedremo però che i colori sembrano falsati (il blu sembra viola per esempio); possiamo cambiare il profilo di visualizzazione da Impostazioni, Monitor, Colore.

Ricordo che l'audio probabilmente non funziona: il kext VoodooHDA di per se è funzionante, ma riconosce sia l'uscita audio interna che quella esterna dall'HDMI, e a causa di questo talvolta è causa di kernel panic, anche consecutivi e quindi molto fastidiosi. Personalmente non uso la porta HDMI e ho modificato il kext per cercare (e trovare :D ) direttamente gli speaker interni, è possibile scaricare il kext modificato da qui.

Voodoo HDA Kext modificato per M17X - Download

Per installare i kext possiamo usare Champlist, già integrato in iAtkos L2 su Applicazioni.

Per una guida più approfondita all'uso dei programmi necessari per adattare OSX Lion alle nostre preferenze rimando a questo articolo.

La tastiera funziona senza problemi, così come i softkeys (iTunes ha un leggero ritardo nella risposta). Non funziona l'indicatore del bloc num acceso, anzi pare che il tasto bloc num abbia la funzione di PagGiù, ma in ogni caso il tastierino numerico sarà attivo. La webcam integrata funziona senza problemi.

Il touchpad ha un comportamento strano, funziona senza problemi ma è "scomodo", si può abilitare il click con il tocco ma se si attiva anche l'opzione per trascinare con il touchpad ogni tap verrà visto come una pressione sul tasto destro. Non ho ancora provato altri kext quindi potrebbe essere semplice da risolvere.

Le porte USB funzionano senza alcun problema, mentre non funziona il lettore di schede SD; anche in questo caso non ho ancora cercato una soluzione quindi potrebbe essere solo un kext da installare.

Un importante problema non ancora risolto è la funzione di Stop, che non funziona. Consiglio quindi di disattivare tutte le funzioni da Risparmio energia, portando gli slider su Mai e impostando il computer per riavviarsi in caso di blocco.

Per quel che riguarda il WiFi, non ho avuto modo di far funzionare la scheda integrata Intel ma ho comprato a poco una Atheros AR5B95 dalla Cina (eBay) che ho ricevuto e fatto funzionare senza problemi particolari con il kext allegato.

IO80211Family Kext per AR5B95 - Download

Per il montaggio è sufficiente svitare le tre viti sotto il vano della batteria e far scorrere la parte superiore dove risiete il touchpad, prestando attenzione a non danneggiare il connettore del pad stesso. Al riavvio successivo ci basterà abilitare l'interfaccia dalle Impostazioni.

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